sabato 23 febbraio 2013

GUERRA CASTELLAMMARESE






La Guerra castellammarese (1930 - 1931) è stata una sanguinosa guerra di mafia italo-americana per la conquista della leadership combattuta, a New York, tra la famiglia mafiosa dei Maranzano e quella dei Masseria. La guerra ebbe termine quando Salvatore Maranzano divenne capo di tutti capi. In seguito, dopo la sua uccisione la mafia americana si dotò di un organo collegiale di comando formato da uomini delle cinque principali famiglie mafiose.

Joe Masseria
Salvatore Maranzano



















L'aggettivo "castellammarese" dato a questa guerra deriva dal paese di Castellammare del Golfo, in Sicilia. Negli Stati Uniti il leader della famiglia castellammarese era Salvatore Maranzano, facevano parte di questa famiglia Joseph "Joe Bananas" Bonanno e Stefano "The Undertaker" Magaddino, alleati a Joseph Profaci e Joe Aiello.
La fazione opposta contava gangster provenienti da altre parti della Sicilia, dalla Calabria e dalla Campania, da Napoli in particolare. Leader di questa fazione era Joe "The Boss" Masseria. Ne facevano parte: Alphonse Capone, Charles "Lucky" Luciano, Albert "Mad Hatter" Anastasia, Vito Genovese, Al Mineo (Alfredo Manfredi), Willie Moretti, Joe Adonis e Frank Costello
Apparentemente la guerra è una lotta di potere tra le due famiglie, in realtà essa fu frutto di un conflitto generazionale tra la vecchia leadership conosciuta negli Stati Uniti come "Mustache Pete" (a causa dei lunghi baffi e che indicava i membri della mafia siciliana arrivati adulti negli Usa agli inizi del '900) e gli "Young Turkes", più giovani e provenienti da diverse parti dell'Italia.
La tensione tra i due gruppi era evidente già nel 1928 quando entrambi i gruppi si rubavano a vicenda i carichi di alcol (il cui commercio era proibito all'epoca). La guerra si caratterizzò in seguito per i continui cambiamenti di fronte dei gangster delle rispettive famiglie.
È difficile individuare un punto preciso in cui possa dirsi iniziata la guerra. Nel febbraio del 1930 Masseria fu sospettato di avere ordinato la morte di Gaspare Milazzo, leader della Unione Siciliana di Detroit. Si affermò che Masseria si sentiva umiliato dal rifiuto di Milazzo di supportarlo all'interno della Unione Siciliana in una disputa che coinvolgeva il Chicago Outfit (un'organizzazione criminale) e Al Capone.
In accordo con molte fonti, tuttavia, l'inizio della guerra si può far risalire all'interno della famiglia Masseria. Il 26 febbraio 1930 Masseria ordinò l'uccisione di un altro alleato, Gaetano Reina, poiché faceva il doppio gioco con Maranzano.
funerale di maranzano
Funerale di Maranzano
Il 15 agosto 1930, i castellammaresi uccidono Giuseppe Morello, un alleato di Masseria nel suo ufficio a "East Harlem" (con lui viene ucciso anche un visitatore, Giuseppe Pariano). Due settimane dopo Masseria subisce un altro colpo: Joseph Pinzolo, incaricato del racket della distribuzione del ghiaccio, viene ucciso da un sicario della famiglia Reina. Dopo questi due omicidi la famiglia Reina era formalmente alleata dei castellammaresi.
Il 23 ottobre 1930, Joe Aiello, alleato dei castellammaresi e presidente dell'Unione Siciliana di Chicago, venne ucciso su ordine di Al Capone e Joe Masseria.
Il 5 novembre del 1930 Alfredo "Al Mineo" Manfredi e Steve Ferrigno, entrambi della famiglia di Masseria vengono uccisi. È a questo punto che diversi membri della gang di Masseria passano con Maranzano, rendendo più labile la definizione "castellammaresi contro non-castellammaresi". Il 3 febbraio 1931 un altro importante luogotenente di Masseria viene colpito: Joseph Catania, che muore due giorni dopo.
Poiché la guerra volgeva a loro sfavore Luciano e Genovese iniziano una trattativa con Maranzano. L'accordo prevede la cessazione delle ostilità a fronte del loro tradimento verso Masseria. Il 15 aprile 1931, Masseria viene ucciso mentre si trova in un ristorante a Coney Island, Brooklyn. Il commando omicida era composto da: Anastasia, Adonis, Genovese e Benjamin "Bugsy" Siegel; Ciro "The Artichoke King" Terranova guidava l'auto per la fuga.
Con la morte di Masseria ebbe termine la guerra di mafia. Maranzano, il vincitore, decide di porre in essere una serie di azioni per evitare future e autodistruttive sanguinose guerre.

morte di jOE masseria ORDINATO DA LUCKY LUCINAO
L'assasinio di Joe Masseria ordinato da Lucky Luciano
Taluni di questi cambiamenti sussistono tutt'oggi.
Eccetto che per New York che fu divisa tra cinque famiglie, le maggiori aree urbane del Nordest e del Midwest furono organizzate con una sola famiglia per città. I castellammaresi come Bonanno e Profaci si divisero tra le famiglie e cessarono di esistere come fazione separata. Maranzano assunse il ruolo di "capo dei capi".
Il regno di Maranzano e il suo ruolo di capo dei capo ebbe vita breve. Il 10 settembre del 1931 fu pugnalato a morte su ordine di Lucky Luciano. 




OSS






L'Office of Strategic Services (OSS) era un servizio segreto statunitense operante nel periodo della seconda guerra mondiale. Fu il precursore della Central Intelligence Agency (CIA).
Fu istituito nel giugno 1942 con lo scopo di coordinare la gestione della raccolta di intelligence militare a livello centrale, assumendo in ciò un ruolo sovraordinato ad ogni altra analoga struttura già esistente nelle forze armate americane (ognuna delle quattro forze aveva infatti, e tuttora possiede, un proprio servizio di intelligence).
Figure importanti furono William Donovan, Allen Dulles e Max corvo.
Il presidente Harry S. Truman lo sciolse il 20 settembre 1945. Tra lo scioglimento dell'OSS e la nascita della CIA vi fu un breve periodo (1946-1947) di operatività del Central Intelligence Group (CIG), un organismo creato da Truman avvalendosi con disinvoltura di poteri presidenziali previsti per il tempo di guerra, quindi al di fuori dei casi consentiti. Esperti dell'amministrazione USA ritennero "illegale" tale situazione, poi sanata con l'istituzione dell'attuale CIA.


File:Donovan reviews OGs.jpg
Donovan passa in rassegna le truppe dell'OSS



DUTCH SHULTZ




Arthur Simon Flegenheimer nacque nel Bronx (New York, 6 agosto 1902) da una povera famiglia di emigranti ebrei provenienti dalla Germania e soprannominato «l'olandese». Il padre di Flegenheimer abbandonò la famiglia quando lui era ancora bambino; fu in questo periodo che Flegenheimer abbandonò la scuola e si unì alle gang di microcriminalità minorile nel Bronx, venendo condannato nel 1919 a diciassette mesi di riformatorio per furto con scasso, tentando più volte di evadere. Dopo il suo rilascio, Flegenheimer venne conosciuto con il soprannome di "Dutch Schultz" dai suoi compagni per via dei suoi modi violenti e brutali.
Nel 1920 Schultz passò al servizio del gangster ebreo Arnold Rothstein insieme a Lucky Luciano, Frank Costello, Meyer Lansky, Bugsy Siegel e Jack "Legs" Diamond, con cui si occupò del contrabbando di alcolici e stupefacenti. Nel 1928 Schultz si mise in proprio, lavorando con il gangster Joey Noe, proprietario di uno "speakeasy" nel Bronx, che divenne ben presto il migliore amico di Schultz, il quale costringeva i clienti con la violenza a comprare i loro alcolici. Insieme a Joey Noe e ai suoi nuovi soci, Vincent "Mad Dog" Coll e Abe "Bo" Weinberg, Schultz spostò la sua vendita di alcolici a Manhattan, dove entrò in diretta concorrenza con il suo ex socio irlandese Legs Diamond.


Il 15 ottobre 1928, Joey Noe, braccio destro di Schultz, venne ucciso su ordine di Diamond. Schultz allora ordinò l'uccisione di un socio di Diamond per rappresaglia. Infine nel 1931 Diamond venne assassinato dai killer dello stesso Schultz. Nel frattempo Vincent Coll rubò alcuni carichi di alcolici di Schultz e ciò causò un conflitto con un certo numero di morti in entrambi i campi. La rivalità durò finché Coll venne ucciso nel 1932 in una cabina telefonica dagli uomini di Schultz, che gli spararono a colpi di mitragliatrice Thompson.




Con la fine del Proibizionismo, Schultz spostò i suoi affari illeciti ad Harlem, associandosi al mafioso siciliano Ciro Terranova e ottenendo con la violenza il controllo di numerosi racket: le lotterie clandestine, le scommesse sui cavalli e lo sfruttamento della prostituzione. Schultz impone anche il pagamento della "protezione" ai commercianti della zona e coloro che si rifiutano venivano sfregiati con il vetriolo.
Il procuratore speciale Thomas E. Dewey cercò d'incastrare Schultz per evasione fiscale (come Al Capone), in due processi, il 29 aprile 1935 a Syracuse e il 2 agosto nella località di Malone; Dutch Schultz in entrambi procedimenti venne assolto e proporrà l'uccisione del procuratore Dewey alla «Commissione», l'organismo che governa gli affari illeciti del "Sindacato nazionale del crimine": però la proposta venne rifiutata dagli altri capi, che ritenevano che questa soluzione poteva danneggiare i loro affari; Schultz era furioso, sostenendo che la Commissione cercava di rubare i suoi affari consegnandolo alla legge e decise di fare da solo. Per queste ragioni la Commissione commissionò l'omicidio di Schultz alla Murder, Inc., il gruppo di killer italiani ed ebrei guidati dal gangster Lepke Buchalter: il 23 ottobre 1935 a Newark, nella periferia di New York, alle ore 22.30 di sera, Dutch Schultz, il contabile Otto Berman e i suoi guardaspalle Abe Landau e Lulu Rosenkrantz, nel night club Palace Chop House vengono colti di sorpresa da nove sicari; Schultz in quell'istante si trova a gabinetto, apre le semiporte girevoli e viene colpito con tre colpi, due al torace e uno alla schiena. Berman e Landau muoiono sul colpo, Rosenkrantz spira dopo ore di agonia, Schultz muore dopo 20 ore, il 24 ottobre 1935.



Dutch Schultz morto





Poco prima della sua morte, temendo di essere incarcerato da Dewey, Schultz ha nascosto 7 milioni in contanti e titoli in una cassaforte seppelita in una locaità segreta. La cassaforte non è mai stata recuperata (Lucky Luciano la cercò invano per anni).
I cacciatori di tesori si incontrano annualmente in Catskills per cercare la cassaforte (si veda il film documentario : Alla ricerca del tesoro perduto di Dutch Schultz).








DOCUMENTI

venerdì 22 febbraio 2013

SALVATORE MARANZANO






Salvatore Maranzano nacque a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, il 31 luglio 1886. Da giovane studiò in seminario ma si ritirò presto, venendo affiliato nella cosca mafiosa locale e sposando Elisabetta Minore, figlia di un boss mafioso trapanese.
Nel 1927 Maranzano fuggì in Nordamerica a causa delle persecuzioni contro i mafiosi in Sicilia attuate dal «prefetto di ferro» Cesare Mori; giunto a New York, si stabilì nella comunità di immigrati siciliani che abitavano a Brooklyn, dove era attiva una cosca di compaesani castellammaresi guidata dal mafioso Nicola Schiro, alla quale Maranzano si unì. Durante il Proibizionismo, Maranzano installò una grande distilleria illegale di alcol nella contea di Dutchess, che divenne una delle più grandi dello Stato di New York.
Nel 1930 Joe Masseria, boss della Famiglia Morello, ricattò Nicola Schiro a fine di estorsione, imponendo un'alta tangente da pagare perché la cosca castellammarese stava diventando troppo potente e si era alleata con il suo acerrimo nemico Salvatore D'Aquila, boss di un'altra cosca a Brooklyn ucciso nel 1928; Schiro pagò la tangente e poi sparì, lasciando Maranzano a capo della sua cosca.
Maranzano allora iniziò ad invadere il territorio di Joe Masseria, dirottando i camion carichi di alcolici e distruggendo le birrerie illegali di sua proprietà. Invece Masseria rispose facendo assassinare il suo alleato Gaetano Reina, che credeva lo stesse tradendo con Maranzano, ed altri mafiosi alleati alla cosca castellammarese, scatenando la cosiddetta «Guerra castellammarese», che terminò il 15 aprile 1931, quando Joe Masseria venne assassinato su ordine del suo alleato Lucky Luciano, che lo tradì con Maranzano.


Uscito vittorioso dal conflitto, Maranzano convocò un incontro a Chicago ospitato da Al Capone, in cui celebrò la vittoria e si fece eleggere «capo dei capi»; furono invitati i boss di tutte le Famiglie degli Stati Uniti per rendere omaggio al loro nuovo leader. Maranzano però considerava pericolosi Lucky Luciano insieme ai suoi alleati non-siciliani Vito Genovese, Joe Adonis, Frank Costello, Al Capone e Dutch Schultz, decidendo in segreto di farli assassinare; infatti assunse il killer Vincent "Mad Dog" Coll per eliminare Luciano e Genovese per primi. Il 10 settembre 1931 Maranzano convocò Luciano e Genovese nel suo ufficio immobiliare a Park Avenue ma, al loro posto, si presentarono quattro killer ebrei travestiti da agenti del Fisco, i quali pugnalarono Maranzano e lo finirono a colpi di pistola; in realtà i killer ebrei erano stati assoldati dal gangster Meyer Lansky, socio di Luciano, e trovarono nell'ufficio anche il mafioso siciliano Gaetano Lucchese, che si era accordato con Luciano per condurre i killer ebrei a Maranzano.



In seguito alla morte di Maranzano, la cosca castellammarese venne rilevata dal boss Joseph Bonanno e divenne nota come Famiglia Bonanno.
Salvatore Maranzano è seppellito al Saint John's Cemetery nel Queens di New York, curiosamente vicino alle tombe di Luciano e Genovese









giovedì 21 febbraio 2013

AL CAPONE






Alphonse Capone

Frankie Yale
Nacque nel distretto di Brooklyn il 17 gennaio 1899 da Gabriele Capone e Teresa Raiola, emigranti originari di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli. Crebbe in un ambiente degradato, entrando presto in contatto con piccole gang di microcriminalità minorile insieme ai fratelli Vincenzo, Ralph e Frank, dopo aver abbandonato la scuola all'età di undici anni. Nel 1913 Capone si trasferì insieme ai suoi genitori a Navy Street, un'altra zona di Brooklyn, dove si unì alla gang dei South Brooklyn Rippers e poi ai Forty Thieves Juniors e ai Five Point Juniors, per poi finire nella banda criminale dei Five Points Gang sotto la guida del gangster Johnny Torrio, dove conobbe Frankie Yale e Lucky Luciano
Al  Capone Scarface





Nel 1917, su raccomandazione di Torrio, Capone fu assunto come buttafuori e barista nel locale Harvard Inn di Frankie Yale a Coney Island, che serviva come copertura ad un bordello gestito da Yale stesso. Fu in questo periodo che gli fu attribuito il soprannome di "Scarface", a causa di una cicatrice sulla guancia sinistra che gli venne causata da un certo Frank Galluccio, il quale colpì Capone con un rasoio perché aveva espresso commenti pesanti sulla sorella mentre si trovava all'Harvard Inn. Nel 1918 Capone sposò una ragazza irlandese di nome Mae Coughlin, con cui ebbe un figlio, che venne chiamato Albert Francis. Dopo la nascita del figlio, Capone smise di lavorare per Yale e si trasferì a Baltimora, dove lavorò come contabile in un'impresa di costruzioni ma, alla morte del padre Gabriele nel 1920, tornò a New York al servizio di Yale.

Johnny Torrio

Gli anni di Chicago
Nel 1921 Capone venne inviato a Chicago per mettersi al servizio di Johnny Torrio, che aveva preso il controllo del "Sindacato del crimine" di Chicago dopo aver fatto assassinare il gangster Giacomo "Big Jim" Colosimo; il trasferimento di Capone avvenne con l'approvazione di Frankie Yale e del suo socio, il mafioso siciliano Giuseppe "Joe" Masseria, esponente di punta della «Mano Nera».
Jack Guzik
Torrio affidò a Capone la gestione del night club Four Deuces, che era anche uno "speakeasy", una bisca e un bordello. Ben presto Capone chiamò anche il fratello Ralph ad aiutarlo nelle sue attività illegali e si associò al gangster ebreo Jack Guzik, implicato anche lui nello sfruttamento della prostituzione, che sarebbe diventato uno dei suoi migliori amici. Il "Sindacato" di Torrio e Capone riuscì a controllare il South Side di Chicago, associandosi al gangster irlandese Charles Dion O'Banion, boss della North Side Gang, e ai fratelli Genna, mafiosi siciliani che controllavano il West Side di Chicago appoggiati da Mike Merlo, presidente dell'Unione Siciliana, un gruppo che assicurava copertura politica ai gangster della città.
Nel 1923 William "Big Bill" Thompson, sindaco corrotto di Chicago appoggiato da Torrio e Capone, perse le elezioni a favore del riformista William Dever, che decise di usare il pugno di ferro contro i gangster; per queste ragioni, Torrio e Capone spostarono gran parte delle proprie attività a Cicero, nell'Illinois, protetti dal sindaco corrotto Joseph Klenha, dove fissarono il loro quartier generale all'Hawthorne Hotel. Capone allora incaricò i fratelli Ralph e Frank di aprire un bordello e una bisca, che fu chiamata The Ship, a Cicero.
Il 1 aprile 1924, a Cicero si tennero le elezioni in un clima di violenza: duecentocinquanta scagnozzi di Torrio e Capone bruciarono le case degli avversari democratici del sindaco Joseph Klenha e li picchiarono selvaggiamente davanti agli sguardi indifferenti degli abitanti. Però, durante questi assalti, Frank, fratello di Capone, venne ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia; Capone decise allora di intensificare le violenze contro gli avversari politici e la polizia, in cui finì ucciso un ufficiale; a causa di questo clima violento, il sindaco Klenha venne rieletto. Alcune settimane più tardi, Capone uccise in un bar un certo Joe Howard, un malavitoso che aveva pesantemente insultato lui e il suo amico Jack Guzik perché gli avevano rifiutato un prestito; il procuratore William H. McSwiggin accusò Capone dell'omicidio ma non riuscì a farlo condannare perché i testimoni oculari ebbero delle "amnesie" nel ricordare l'identità dell'assassino.

La guerra tra bande
Bugs Moran
Nell'aprile 1924 il gangster Dion O'Banion cominciò a sequestrare i camion carichi di alcolici dei fratelli Genna, i quali chiesero il permesso di ucciderlo a Mike Merlo, il presidente dell'Unione Siciliana, che glielo rifiutò perché non voleva fare scoppiare una guerra; qualche tempo dopo però O'Banion imbrogliò anche Torrio con uno stratagemma e lo fece finire in carcere; il 10 novembre O'Banion venne assassinato dentro il suo negozio di fiori da Frankie Yale, mandato da Torrio e Capone, e da due killer dei fratelli Genna: l'omicidio avvenne due giorni dopo il decesso di Merlo, che morì di cancro, il quale non avrebbe mai acconsentito al delitto. Ai funerali di O'Banion, a cui erano presenti più di ventimila persone, c'erano anche Torrio e Capone.
Il comando della North Side Gang passò ai gangster Earl "Hymie" Weiss e George "Bugs" Moran, i quali decisero di vendicare l'assassinio di O'Banion cercando di uccidere Torrio, che rimase gravemente ferito nell'agguato ma si salvò, decidendo di cedere il comando del "Sindacato" a Capone e di ritirarsi in Italia. Capone stesso però fu vittima di una dozzina di tentativi di omicidio da parte di Weiss e Moran, riuscendo sempre a salvarsi; invece i fratelli Genna furono decimati dalla North Side Gang e costretti a lasciare Chicago.
Nel periodo successivo Capone si rese responsabile di alcuni efferati delitti, che gli diedero notorietà presso l'opinione pubblica statunitense: nel dicembre 1925 uccise il gangster Richard Lonergan e due dei suoi uomini che erano entrati in uno speakeasy di Frankie Yale a Brooklyn e lo avevano pesantemente insultato mentre si trovava lì ospitato da Yale stesso; nell'aprile 1926 il procuratore William H. McSwiggin, che in passato aveva accusato Capone di omicidio, venne massacrato in un bar di Cicero mentre era in compagnia del gangster Klondike O'Donnell, acerrimo nemico di Capone che però riuscì a salvarsi dagli spari. Per via di questo delitto, Capone fu costretto a fuggire a Lansing, in Michigan, per poi tornare a Chicago nel luglio 1926 per affrontare le accuse di omicidio, ma le autorità non avevano prove sufficienti per portarlo in tribunale e lo lasciarono libero.
Il 20 settembre 1926 Capone uscì illeso da un altro agguato compiuto da un gruppo di fuoco di Hymie Weiss presso il suo quartier generale all'Hawthorne Hotel di Cicero e decise di proporre una tregua alla North Side Gang ma Weiss rifiutò, venendo per questo assassinato dai killer di Capone l'11 ottobre.

al capone




Coinvolgimento nella guerra castellammarese
Nel 1926 Capone fece nominare il suo socio Antonino Lombardo presidente dell'Unione Siciliana di Chicago, entrando però in contrasto con il suo concorrente alla nomina, il mafioso siciliano Giuseppe "Joe" Aiello, che aveva preso il posto dei fratelli Genna ed era sostenuto da Frankie Yale; invece Capone era appoggiato dal boss Joe Masseria, che provvide anche ad affiliarlo in «Cosa Nostra» nonostante non fosse siciliano e fosse implicato nello sfruttamento della prostituzione, attività considerata disonorevole dai mafiosi siciliani.
Nel 1927 Aiello cercò l'aiuto di Bugs Moran, diventato il boss della North Side Gang dopo l'uccisione di Hymie Weiss, per contrastare Capone, che rispose inviando alcuni killer che spararono contro il panificio di Aiello causando il ferimento di suo fratello Tony. Inoltre Capone ottenne l'approvazione di Joe Masseria per eliminare Frankie Yale, che aveva sostenuto Aiello e dirottava i camion carichi di alcolici destinati a Capone: il 1 luglio 1928 una squadra di killer proveniente da Chicago massacrò Yale a colpi di mitragliatrice Thompson in una strada di Brooklyn. Nel periodo successivo Aiello scatenò una rappresaglia contro gli associati di Capone, che fece lo stesso; infine Aiello assoldò gli uomini della North Side Gang per uccidere Antonino Lombardo e divenne così il presidente dell'Unione Siciliana, dopo aver fatto eliminare anche Pasquale Lolordo, sostenuto da Capone.
Capone allora incaricò il suo socio Jack McGurn di formare una squadra di killer per punire il suo nemico Bugs Moran, che aveva sostenuto Aiello, e andò nella sua tenuta a Miami per avere un alibi: il 14 febbraio 1929 tre uomini di McGurn travestiti da agenti di polizia, accompagnati da due uomini in abiti civili, simularono un'irruzione in un garage al 2122 di North Clark Street, sede del quartier generale della North Side Gang, e allinearono i sette gangster presenti lungo una parete, come per un normale controllo di polizia, fucilandoli alla schiena con mitragliatrici Thompson, un fucile da caccia e una rivoltella; tuttavia i killer non trovarono Bugs Moran nel garage perché arrivò proprio durante la loro irruzione e riuscì a fuggire. Il massacro, che venne soprannominato «strage di San Valentino» dalla stampa, suscitò molto clamore presso l'opinione pubblica statunitense e accrebbe la sinistra "fama" di Capone.

Il 20 marzo 1929 Capone venne convocato davanti ad un grand jury per rispondere sui fatti di sangue di Chicago. Mentre lasciava l'aula, venne arrestato dagli agenti per oltraggio alla corte, ma pagò una cauzione di 5.000 dollari e venne rilasciato. Nello stesso periodo Capone attirò in una trappola Giovanni "John" Scalise, Alberto Anselmi e Giuseppe "Joe" Giunta, tre mafiosi siciliani che gli stavano causando problemi: li invitò a cena e poi li uccise con una mazza da baseball, prima che i suoi uomini li finissero a colpi di pistola. Nel maggio 1929 Capone partecipò ad un incontro ad Atlantic City, a cui erano presenti gangster italiani ed ebrei, che concordarono strategie comuni per una divisione del contrabbando di alcolici e gettarono le basi per la creazione di un "Sindacato nazionale del crimine"; il 17 maggio però Capone e la sua guardia del corpo vennero arrestati a Philadelphia per il possesso di armi illegali e condannati ad un anno di carcere ciascuno. Capone però venne rilasciato il 17 marzo 1930 per buona condotta, dopo aver scontato solo nove mesi.
Nell'ottobre 1930, Capone venne autorizzato da Joe Masseria ad eliminare Aiello, che era si era associato a Salvatore Maranzano, capo della fazione opposta a Masseria nel quadro della cosiddetta «Guerra castellammarese». Nel 1931, dopo l'uccisione di Masseria, Capone stesso ospitò a Chicago un incontro a cui furono invitati i boss di tutte le Famiglie degli Stati Uniti per discutere le implicazioni della vittoria di Maranzano, che in quell'occasione si fece eleggere «capo dei capi».

Declino
Un giovane J. Edgar Hoover
Nel 1930 Capone fu dichiarato "nemico pubblico numero uno" dalla stampa statunitense e da J. Edgar Hoover, che lo inserì nella lista dei criminali pericolosi dell'FBI. Andrew Mellon, segretario del Dipartimento del Tesoro, guidò la battaglia del governo statunitense contro Capone e affidò il caso all'agente speciale Elliot Ness, che formò una squadra di funzionari esperti ed incorruttibili, che si erano guadagnati il nomignolo di "intoccabili", i quali intercettarono le telefonate ed esaminarono tutte le transazioni finanziarie dei soci di Capone per incastrarlo, intraprendendo anche sequestri di carichi di alcolici. Le prove raccolte da Ness e dalla sua squadra portarono alla formazione di un grand jury, che incriminò Capone, suo fratello Ralph, i suoi sodali Jack Guzik e Frank Nitti insieme ad altri gangster del "Sindacato" chicagoano per evasione fiscale e violazione del Volstead Act, la legge sul Proibizionismo.
Elliot Ness
Il 6 ottobre 1931 Capone si presentò in un tribunale federale per l'inizio del suo processo; i suoi sodali avevano procurato l'elenco dei potenziali giurati popolari e cominciarono a corromperli con ogni mezzo possibile, ma all'ultimo momento la giuria fu sostituita da una completamente nuova, che venne messa sotto protezione. Il 17 ottobre la nuova giuria giudicò Capone colpevole solo di una parte delle imputazioni per evasione fiscale, condannandolo comunque a undici anni di carcere e ad una pesante multa di 50.000 dollari.
Capone venne inviato nel penitenziario di Atlanta, in Georgia, dove condusse una vita migliore rispetto al resto dei carcerati perché disponeva di lussi e privilegi e aveva la possibilità di continuare a governare i suoi interessi anche dalla reclusione. Ma nell'agosto 1934 Capone fu trasferito nel nuovo carcere di Alcatraz, dove ricevette un trattamento più duro e tutti i contatti con l'esterno vennero interrotti. Nel 1938 i medici diagnosticarono a Capone una forma di sifilide, contratta in età giovanile, e lo fecero ricoverare nella sezione ospedale di Alcatraz, dove trascorse tutto l'anno. Infine nel novembre 1939 Capone tornò in libertà, dopo che la sua condanna era stata ridotta a sei anni e cinque mesi per buona condotta e per crediti di lavoro in carcere, ma venne fatto ricoverare in un ospedale di Baltimora dalla moglie Mae perché affetto da una demenza derivata dalla sifilide; venne dimesso dall'ospedale nel marzo 1940.







Dopo aver lasciato Baltimora, Capone si ritirò nella sua tenuta di Miami, dove continuò le cure. Infine il 25 gennaio 1947 venne colpito da un ictus e una polmonite causati dalla malattia, che lo portarono alla morte alla prematura età di 48 anni. Capone venne seppellito al Mount Carmel Cemetery di Chicago.








lunedì 18 febbraio 2013

VITO GENOVESE


Vito Genovese nacque a Risigliano, frazione di Tufino, un piccolo paese dell'agro nolano nella provincia di Napoli, il 27 novembre 1897. Nel 1912 Genovese emigrò negli Stati Uniti d'America con la famiglia, stabilendosi prima nel Queens e poi a Little Italy, nel distretto di Manhattan; fu qui che si unì alle bande di «cumparielli» napoletani che imponevano con la violenza il pagamento della "protezione" e gestivano le lotterie illegali all’interno della comunità italiana. Nel 1917 Genovese venne arrestato per possesso illegale di arma da fuoco e condannato a due mesi di carcere.
Durante il Proibizionismo, Genovese si unì alla banda del gangster Lucky Luciano, venendo coinvolto nello sfruttamento della prostituzione e nel contrabbando di alcolici e stupefacenti; Luciano era anche associato al mafioso siciliano Giuseppe "Joe" Masseria: nel 1930, come killer, Genovese uccise il boss Gaetano Reina per volere di Luciano, che aveva ricevuto l'ordine da Masseria stesso. Nel 1931 Luciano organizzò l'assassinio di Joe Masseria per porre fine alla cosiddetta «Guerra castellammarese»: Genovese faceva parte della squadra di killer che uccise Masseria mentre pranzava al ristorante Scarpato's a Coney Island. Dopo l'assassinio di Masseria, Luciano cercò la pace con Salvatore Maranzano, capo della fazione opposta, che si fece nominare «capo dei capi»; Maranzano però considerava pericoloso Luciano per via dei suoi stretti legami con gangster non-siciliani, specialmente con Genovese, che era spregiativamente detto «il napoletano» dai mafiosi siciliani; infatti Maranzano assunse il killer Vincent "Mad Dog" Coll per eliminare Luciano e Genovese. Il 10 settembre 1931 Maranzano convocò Luciano e Genovese nel suo ufficio a Park Avenue ma, al loro posto, si presentarono quattro killer ebrei travestiti da agenti del Fisco, i quali pugnalarono Maranzano e lo finirono a colpi di pistola: in realtà i killer ebrei erano stati assoldati dal gangster Meyer Lansky, membro della banda di Luciano.
Vito Genovese con Salvatore Giuliano
Dopo l'uccisione di Maranzano, Luciano creò una nuova «Famiglia» che sostituì quella di Joe Masseria (famiglia genovese), in cui Genovese fu nominato vicecapo mentre Frank Costello, l'altro luogotenente di Luciano, fu nominato "consigliere". Nel 1936 Luciano venne arrestato per sfruttamento della prostituzione e condannato dai trenta ai cinquant'anni di carcere: Genovese divenne così il nuovo capo effettivo della Famiglia e supervisore degli interessi di Luciano. Ma nel 1937 Genovese venne accusato di aver ordinato l'omicidio del gangster Ferdinando "Fred" Boccia, che era stato assassinato perché aveva preteso per sé una grossa somma che lui e Genovese, barando al gioco, avevano sottratto ad un commerciante; per evitare il processo, Genovese fuggì in Italia, dove si stabilì a Nola. Tramite le sue frequentazioni, conobbe il duce Benito Mussolini, di cui divenne un carissimo amico, e altri gerarchi fascisti, finanziando anche la costruzione di una "Casa del Fascio" a Nola; inoltre Genovese divenne il fornitore regolare di cocaina di Galeazzo Ciano, il genero di Mussolini.
Nel 1943 Genovese venne scelto come aiutante e interprete dal colonnello Charles Poletti (lo sbarco in Sicilia), comandante delle truppe alleate di stanza nella Napoli liberata dai nazisti; fu in questo periodo che Genovese prosperò con il mercato nero di generi alimentari, grazie anche all'appoggio e alla corruzione delle autorità militari. Tuttavia nel 1945 la polizia militare alleata arrestò Genovese per contrabbando e lo estradò negli Stati Uniti perché ancora ricercato per l'omicidio del gangster Boccia; però nello stesso periodo Peter La Tempa, un testimone che aveva accusato Genovese dell'omicidio, venne avvelenato mentre si trovava in custodia protettiva e, per questo, le accuse decaddero: Genovese tornò in libertà l'11 giugno 1946.






Dopo la scarcerazione, Genovese decise di ristabilire il suo dominio in seno alla Famiglia a svantaggio di Frank Costello, che era diventato boss effettivo dopo che Luciano era stato espulso dagli Stati Uniti; per queste ragioni, nel 1951 Genovese istigò la «Commissione» ad ordinare l'assassinio di Willie Moretti, il vicecapo di Costello il quale si diceva stesse parlando troppo dinanzi la commissione d'inchiesta del senatore Estes Kefauver, violando il codice dell'omertà. Fu in questo periodo che Genovese si associò con Carlo Gambino, capodecina della Famiglia del boss Albert Anastasia: il loro scopo era quello di eliminare Costello e Anastasia per rilevarne le rispettive Famiglie.
Poco dopo il rilascio di Costello dal carcere nel 1957, Genovese inviò il suo soldato Vincent Gigante ad ucciderlo: il 2 maggio 1957 Gigante sparò a Costello, che però rimase ferito di striscio alla testa e si salvò, decidendo di ritirarsi e lasciare il posto a Genovese. Pochi mesi dopo, lui e Gambino ordinarono l'omicidio di Anastasia ed organizzarono un incontro ad Apalachin, nello Stato di New York, a cui parteciparono i rappresentanti di tutte le Famiglie degli Stati Uniti per discutere sulla successione di Genovese nel comando della Famiglia di Costello e di Gambino nel comando di quella di Anastasia, ma la riunione fu scoperta dalla polizia locale, che fermò parte dei partecipanti, compreso Genovese, che però venne rilasciato perché non vi era alcuna prova per trattenerlo.




Genovese, ottenuto il comando della Famiglia, scelse Gerardo "Jerry" Catena come vicecapo e Michele Miranda come consigliere; nel 1958 però Genovese venne arrestato per traffico di stupefacenti, venendo condannato a quindici anni di carcere e trasferito nel penitenziario di Atlanta. Anche dalla prigione, Genovese continuò a gestire la sua Famiglia attraverso Catena e Miranda; Nel 1962 Genovese ordinò dal carcere che il suo capodecina Anthony Strollo fosse fatto sparire e ucciso, poiché sospettava che avesse ordito un complotto che lo aveva fatto arrestare. Nello stesso periodo, Joe Valachi, un soldato di Genovese, finì pure nel penitenziario di Atlanta per traffico di stupefacenti, venendo accusato dai suoi compagni di essere un informatore della polizia; Valachi, dopo essere sopravvissuto a tre attentati alla sua vita in prigione, uccise un detenuto che credeva fosse stato mandato da Genovese ad ucciderlo. Condannato all'ergastolo per questo omicidio, Valachi decise di collaborare con la giustizia, testimoniando contro Genovese e l'intera organizzazione dinanzi una commissione d'inchiesta e diventando così il primo mafioso a collaborare con la giustizia.

vito genovese carcere springfield 1968
Carcere di Springfield 1968
Vito Genovese morì nel carcere di Springfield (Missouri) il 14 febbraio 1969, per un attacco di cuore all'età di 72 anni.



CHARLES POLETTI


vito genovese



Charles Poletti nacque a Barre, nel Vermont, il 2 luglio 1903 figlio di Dino Poletti, un immigrato italiano originario di Pogno (in provincia di Novara), e di Carolina Gervasini, anch'ella italiana. Fu il primo italo-americano a ricoprire la carica di Governatore.
Il giovane Charles si mette in luce come studente modello già  al liceo, e poi si paga l’università di Harvard vincendo numerose borse di studio. Per aiutarsi negli studi fa anche il venditore di giornali, il servitore alle tavole calde, il camalo sui barconi per il trasporto del bestiame, l’insegnante di ripetizioni. Attività tipiche dei giovani americani non benestanti.
Nel 1924 si laurea in scienze politiche e successivamente in giurisprudenza. Vince il concorso internazionale intitolato a Eleonora Duse e guadagna due anni di studio all’università di Roma. Perfeziona il suo italiano imparato in casa. Più tardi studia a Madrid apprendendo anche la lingua spagnola.
Nel 1928 trova immediato impiego presso uno dei più importanti studi legali di New York, studio diretto da John W.Davis candidato alla presidenza per il partito democratico.
Dagli anni Trenta in poi, Charles Poletti -tenace e dotato di spiccata intelligenza- sviluppa anche una carriera pubblica come consigliere nazionale democratico e come consigliere personale di Herbert Lehman, governatore di New York.
Diventa vice-governatore di New York, e poi coordinatore di pianificazione per la difesa nazionale, accelerando il programma di preparazione all’imminente guerra.
Ed è proprio la seconda guerra mondiale a lanciare Charles Poletti sulla scena mondiale. Nel 1943, quando americani e inglesi preparano l’invasione della Sicilia, l’avvocato nuovyorchese è nominato assistente speciale del ministro della guerra.
Charles Poletti sbarca in Africa Settentrionale, ad Algeri, nel maggio del 1943, ed entra a far parte del quartier generale di Patton, che comanderà l’invasione alleata della Sicilia. Il suo impatto con l’invasione è morbido perchè il colonnello americano non ha compiti militari, bensì di coordinamento di tutto il lavoro dello spionaggio, del controspionaggio e dei rapporti con la popolazione siciliana.
Charles Poletti è uno dei primi ad arrivare a piazzale Loreto dove sono esposti i corpi di Mussolini e degli altri capi fascisti giustiziati sul lago di Como. Venne ricevuto sia da papa Pio XII che dal cardinale Montini, futuro papa Paolo VI; ebbe contatti con il generale Graziani, con il generale Cadorna, con il socialista Ferruccio Parri, con molti uomini politici e figure rappresentative del dopoguerra in Italia.

Secondo alcuni ebbe quale interprete ufficiale Vito Genovese, noto mafioso dell'epoca.(Lo sbarco in Sicilia)



Morì nel 2002 all'età di 99 anni; al momento della morte era l'ex governatore statunitense più longevo. È sepolto al cimitero di Calkins ad Elizabethtown (New York).






FRANK COSTELLO





Frank Costello, pseudonimo di Francesco Castiglia (Lauropoli, 26 gennaio 1891 – New York, 18 febbraio 1973), è stato un criminale italiano naturalizzato statunitense, legato a Cosa Nostra americana, che fu soprannominato «primo ministro della malavita» dalla stampa statunitense.
Frank Costello con i genitori















Nacque a Lauropoli, frazione di Cassano all'Ionio, in provincia di Cosenza, il 26 gennaio 1891. Nel 1895 Castiglia emigrò negli Stati Uniti d'America con la madre e la sorella per unirsi al padre Luigi, che si era trasferito a New York nel 1893, e tutta la famiglia si stabilì nel quartiere di East Harlem. Fu qui che Castiglia entrò in contatto con piccole bande di microcriminalità minorile, venendo arrestato una prima volta nel 1908 per aggressione e rapina, ma fu rilasciato perché le accuse furono ritirate; nel 1912 venne nuovamente arrestato per rapina ma le accuse decaddero e tornò in libertà. Castiglia disse alla polizia di chiamarsi Frank Costello nel tentativo di nascondere che era già stato arrestato.
Il primo arresto
Nel marzo 1915 Costello venne arrestato per possesso di un'arma illegale e venne condannato a undici mesi di carcere. Dopo la sua scarcerazione, Costello sposò una ragazza ebrea di nome Lauretta Giegerman ed entrò in contatto con i gangster Lucky Luciano, Meyer Lansky e Joe Adonis, iniziando così ad occuparsi del gioco d'azzardo e dello sfruttamento della prostituzione a Manhattan. Nel 1919 Costello, insieme con il suo socio Henry Horowitz, creò la Horowitz Novelty Company, una società per la produzione di bambole di plastica e lamette da barba che in realtà serviva principalmente per produrre slot-machines destinate alle bische.
Nel 1920 Costello passò al servizio del gangster ebreo Arnold Rothstein insieme a Lucky Luciano, Meyer Lansky, Bugsy Siegel, Dutch Schultz e Jack "Legs" Diamond, con cui si occupò del contrabbando di alcolici e stupefacenti. Nel 1924 Costello si associò anche ai gangster Owney Madden e William Dwyer, che guidavano una banda criminale irlandese nel quartiere di Hell's Kitchen. Fu in questo periodo che Costello divenne noto come «primo ministro della malavita» per via dei suoi legami politici con la Tammany Hall, l'organizzazione del partito democratico a New York, con cui assicurava protezione politica alle sue attività illecite e a quelle dei suoi soci. Nel maggio 1929 Costello, insieme a Luciano e a Joe Adonis, era presente ad un incontro ad Atlantic City, a cui parteciparono gangster italiani ed ebrei, che concordarono strategie comuni per una divisione del contrabbando di alcolici e gettarono le basi per la creazione di un «Sindacato nazionale del crimine».
Nel 1931, dopo l'uccisione dei boss Joe Masseria e Salvatore Maranzano, (guerra castellammarese) Costello divenne il più stretto collaboratore di Luciano, che lo affiliò nella sua nuova «Famiglia», nominandolo consigliere e affidandogli il controllo del gioco d'azzardo a Manhattan; nel 1933 però Fiorello La Guardia, neoeletto sindaco di New York, applicò un giro di vite al gioco d'azzardo, facendo sequestrare e distruggere gran parte delle slot-machines di Costello, il quale le trasferì a New Orleans con l'approvazione di Carlos Marcello, boss mafioso locale, e con la corruzione di Huey P. Long, governatore della Lousiana.
Nel 1936 Luciano venne arrestato per sfruttamento della prostituzione e condannato dai dai trenta ai cinquant'anni di carcere, continuando a gestire la sua Famiglia anche dalla prigione attraverso il suo luogotenente Vito Genovese; però nel 1937 Genovese dovette fuggire dagli Stati Uniti per evitare un'accusa di omicidio e così Costello divenne il nuovo capo effettivo e supervisore degli interessi di Luciano: grazie all'appoggio di Joe Adonis, Anthony Carfano e Michael Coppola, capidecina della Famiglia a lui fedeli, Costello controllava le slot-machines a New Orleans e in Florida attraverso Carlos Marcello e Meyer Lansky e altri racket a Los Angeles attraverso il gangster Bugsy Siegel. Infine nel 1946 Luciano venne espulso dagli Stati Uniti e così Costello divenne il boss della Famiglia, nominando il cugino Willie Moretti vicecapo.















Nel 1951 Costello venne interrogato dalla commissione d'inchiesta sul crimine organizzato negli Stati Uniti del senatore Estes Kefauver, le cui udienze andarono in onda alla televisione; nello stesso anno però Willie Moretti venne assassinato su ordine della «Commissione» perché si diceva stesse parlando troppo dinanzi la Commissione Kefauver; in realtà l'omicidio venne istigato da Vito Genovese, che aveva deciso di ristabilire il suo dominio in seno alla Famiglia danneggiando Costello. Rifiutandosi di rispondere ad alcune domande della Commissione Kefauver, Costello venne accusato di oltraggio alla corte e condannato a diciotto mesi di carcere; nel 1954 venne condannato a cinque anni per evasione fiscale, scontando però solo un anno perché la sentenza venne annullata. Nel 1957 Costello venne nuovamente arrestato per evasione fiscale ma venne scarcerato su cauzione; però il 2 maggio 1957 subì un agguato da parte di Vincent Gigante, killer di Genovese, che gli sparò alla testa mentre camminava verso l'ascensore nell'atrio del suo appartamento di Manhattan: Costello riuscì a salvarsi perché venne colpito di striscio e decise di cedere il comando della sua Famiglia a Genovese, ritirandosi a vita privata.
Frank Costello morì il 18 febbraio 1973 per un attacco cardiaco all'età di 82 anni.